Azienda2019-03-27T19:23:51+00:00

L’azienda Gurrida

L’Azienda Agricola Gurrida ha radici molto antiche, con una storia molto lunga, complessa e travagliata che ha inizio nei primi anni dell’ottocento. Situata alle pendici dell’Etna, su un altopiano a circa 850 metri sul livello del mare, costituisce con la sua vasta superficie, una delle più grandi realtà agricole del comprensorio etneo e di tutta la provincia di Catania.  Ubicata all’interno del comune di Randazzo, ricade integralmente all’interno del Parco dell’Etna, ed è segnalata a livello comunitario come “AREA NATURA 2000” e “Zona di Protezione Speciale” (ZPS), per via della particolare ubicazione, della sua morfologia e per la presenza al suo interno di un lago naturale stagionale denominato “Gurrida”  e di un invaso artificiale realizzato agli inizi degli anni ’70 per scopi irrigui aziendali, che oggi rappresentano insieme meta privilegiata di un importante turismo naturalistico.
All’interno del suo perimetro ricadono vari edifici antichi tra cui una grande cantina storica ormai in disuso (Palmento) tipica rappresentazione delle cantine a gradoni costruite in pietra lavica, in uso sul versante nord dell’Etna.
Tutto il suo territorio è suddiviso in razionali appezzamenti i parte adibiti a colture specializzate ed in parte lasciate allo stato naturale.
L’Azienda Gurrida che come detto ha un’estensione complessiva di circa 170 ettari, da sempre è attenta nella gestione del proprio territorio cercando di mediare scelte fra loro in conflitto:  privilegiare quelle agronomiche o quelle naturalistiche.
L’Azienda agricola Gurrida ha quindi, con sacrifici economici conservato allo stato naturale quasi 60 ettari, circa il 35 della propria superficie, e da più anni, nella parte coltivata, pratica la coltura biologica rinunciando, a parte della propria produttività.

Il vigneto

L’origine dei vigneti di Gurrida risalgono ai primi dell’800 quando, a seguito dei tumulti del 1799, l’ammiraglio Horatio Nelson fu inviato a Napoli a capo della flotta inglese per sedare la rivolta e rimettere sul trono il re Ferdinando IV di Borbone.

A seguito di questo intervento l’ammiraglio Nelson fu insignito dal re di Napoli del titolo di Duca di Bronte, concedendogli la proprietà di quella che all’epoca risultava essere la ducea più estesa di tutto il regno.

Il duca Nelson non ebbe mai modo di visitare i suoi nuovi possedimenti perché morì non molto tempo dopo durante la battaglia Trafalgar (1805), ma inviò un suo amministratore di fiducia a cui diede incarico di gestire le sue nuove terre, che all’epoca risultavano essere quasi del tutto abbandonate, per impiantare grandi estensioni di vigneti.

L’idea era di costituire un nuovo polo vinicolo che potesse fare concorrenza ai vini Madeira, Porto e Marsala, che all’epoca venivano commercializzati attraverso la flotta britannica in giro per il mondo.

A questo scopo fu chiamato un importante enologo francese, che portò con se dalla zona dei Pirenei un tipico vitigno locale il Grenache (detto anche Alicante) e ne fece impiantare nella ducea di Bronte diverse centinaia di ettari facendo anche costruire una grande cantina per la lavorazione dei vini.

Questi vigneti però non ebbero molta fortuna, perché già a metà dell’800 arrivò in europa dall’America un insetto chiamato Fillossera che nel giro di pochi anni decimò tutti i vigneti europei, inclusi quelli della Ducea di Bronte.

Di questi pero una piccolissima parte andò salvata, in quanto era stata impiantata sul fondo del lago stagionale chiamato Gurrida. Qui le piante erano riuscite ad ambientarsi ed a sopravvivere anche per molti mesi sott’acqua e questo faceva si che l’insetto della fillossera non potesse attaccarle.

Questo evento assolutamente naturale ha permesso a questi vigneti di arrivare fino ai nostri giorni quasi completamente intatti, con viti di circa duecento anni di età, rendendo questi vigneti unici in tutta Europa e nel mondo.

Le cantine